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Panciera Giovanni Battista - Tai di Cadore (9)

Giovanni Battista (Tita) Panciera nacque a Tai di Cadore il 16 settembre 1925 da una famiglia originaria dello Zoldano trapiantatasi in Cadore dopo il primo conflitto mondiale; il padre era Maresciallo degli Alpini nella caserma del paese. Dimostrò subito grande passione per lo sport (sci) e soprattutto per la montagna che divenne in seguito la sua ragione di vita. Durante la Seconda Guerra Mondiale svolse il servizio militare in Alto Adige e fu successivamente deportato nel campo di concentramento di Dachau. Rientrato in Italia duramente provato nel fisico e soprattutto nell' animo, cercò quasi con ossessione tra i nostri monti la serenità perduta, l' Antelao ed il Pelmo divennero il suo regno. Durante queste scalate gli venne l' idea di immortalare i panorami mozzafiato che le nostre Dolomiti ci offrono. Munito di una Leica iniziò l' opera ed il fotografo divenne la sua professione. Alla fine degli anni Quaranta creò un piccolo laboratorio per lo sviluppo delle foto e la stampa delle cartoline, che poi vendeva ai negozi di tutta la vallata, aprì anche un chiosco in legno nel centro di Tai, vicino alla scuola, dove vendeva cartoline ed oggetti per turisti. La sua opera si interruppe tragicamente il 29 giugno 1954 quando partì per scalare la parete Nord del Pelmo, non si ebbero più sue notizie, pareva svanito nel nulla, fu ritrovato sul Pelmo nei primi giorni di ottobre dello stesso anno e da allora riposa nel cimitero di Tai all' ombra di una lapide ricavata dalle rocce del Pelmo.
                               La nipote Emanuela Tartari
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